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L’orto autunnale sembra spesso ostico da domare: luogo comune è fermarsi dopo aver raccolto gli ultimi pomodori e zucchine

In realtà la questione è molto amplia e merita di essere approfondita.

 

Innanzitutto, il cambiamento climatico ha creato numerose discrepanze nei tempi di semina e di raccolta. Infatti, la stagione estiva sempre più calda rischia di mettere in difficoltà la crescita dei tipici prodotti estivi, sempre più arsi dal sole.

Dunque, in molte zone d’Italia, seminare e curare l’orto autunnale/invernale può dare parecchie soddisfazioni.

 

Inoltre, l’orto autunnale richiede meno fatica e meno dedizione (anche nelle aree climatiche meno temperate): le erbacce selvatiche sono poco aggressive e le piogge annaffiano naturalmente il raccolto, che non necessita della manodopera umana.

La regola generale consiglia di seminare a fine agosto/inizio settembre, per poi raccogliere tra novembre e dicembre, prima delle imponenti gelate. In realtà è il clima a governare il processo: non è raro il caso in cui sia possibile piantare a novembre e raccogliere a gennaio.

 

Preparazione del terreno

 

Tra i prodotti della stagione autunnale/invernale rientrano:

  1. tutti i cavoli (cavolfiore, cavolo nero, cavolo cappuccio, broccoli, ecc.);
  2. i finocchi;
  3. tutte le insalate invernali, come radicchi e cicorie;
  4. le liliacee, come alcune varietà di cipolle e i porri (mentre l’aglio si pianta a dicembre/gennaio);
  5. il sedano e alcune varietà di bietole (a seconda della zona e del clima).

 

In generale, si tratta di piante che ben sopportano il freddo, ma vanno ugualmente curate e protette dalle gelate (soprattutto in caso di prodotti tardivi, la cui raccolta può slittare a gennaio e febbraio).

Per far sì che le piantine crescano sane e forti, ovviamente è indispensabile preparare adeguatamente il terreno. È possibile optare per tre tipologie di orto: orto sinergico, orto tradizionale e orto a cassone.

 

  • Orto sinergico

L’orto sinergico richiede un’attenzione particolare al suolo. Infatti, è necessario coprire l’aiuola prescelta per il trapianto con un telo o un foglio di cartone.

Inoltre, a settembre l’erba è smorta e, per questo, il suolo dovrà essere arieggiato.

L’arieggiatura dell’orto sinergico è molto importante: per garantire una crescita sana, il terreno va ammorbidito.

L’operazione può essere effettuata sia manualmente, con una forco-vanga, o con macchine predisposte che aiutano a risparmiare tempo e fatica, come l’Arieggiatore di Active.

Dopo aver massaggiato adeguatamente il terreno, si può stendere una piccola copertura biodegradabile (o della paglia di almeno 5 cm) ed eseguire il trapianto delle piantine.

 

  • Orto tradizionale

Con l’orto tradizionale il terreno deve essere preparato con largo anticipo. Infatti, bisogna procedere alla vangatura (ovvero la zappatura del terreno) già a fine luglio/inizio agosto. Inoltre, in caso di terreno argilloso c’è bisogno di una doppia vangatura.

La gamma di Motozappe prodotta da Active, ad esempio, è un ottimo strumento per procedere correttamente in questa fase.

 

Per utilizzare al meglio le Motozappe, generalmente, con una prima passata si rompe la crosta superficiale, con la seconda passata si lavora in profondità il terreno.

Tutti i modelli sono dotati di dischi laterali, che servono per manovrare la motozappa, delimitare la zona di lavoro e contenere l’uscita laterale del terreno. In presenza di terreno molto soffice i dischi laterali servono inoltre per far lavorare correttamente la macchina sul terreno senza che sprofondi. Se il terreno è molto duro è consigliabile fresare senza dischi per permettere ai coltelli di lavorare in profondità, così come con terreno umido che tende a intasare la fresa.

Dopo aver lavorato correttamente il terreno, è il momento di stendere un buon ammendante sul terreno (come letame e pollina), che dia nutrimento alle piante durante tutto il ciclo di vita.

Durante la lavorazione, inoltre, è bene ricordare che il terreno va vangato quando è in tempera, cioè né troppo bagnato né troppo secco: un terreno eccessivamente bagnato diventa compatto e non può essere né affinato, né lavorato adeguatamente; mentre un terreno troppo secco rende impossibile la vita della pianta.

 

  • Orto a cassone

Nell’orto a cassone, solitamente si trapiantano piccole piantine, utilizzando un terreno ricco di nutrienti e microrganismi. Solitamente, infatti, le radici della coltivazione precedente vengono lasciate nel suolo, per favorire la fertilità.

Il primo step è stendere la pacciamatura, per arricchire il suolo e risparmiare acqua. Inoltre, se il terriccio si è consumato o impoverito, prima di pacciamare, bisogna integrare con altro terriccio più nutriente. Una volta pacciamato le piantine possono essere trapiantate.

 

Tempi di impianto

 

Per avere un buon raccolto e un orto autunno/inverno rigoglioso, il trapianto delle piante deve essere effettuato in coincidenza delle prime piogge di agosto e settembre.

Ovviamente, tutto dipende dalle zone: è abbastanza ovvio che un orto in Alto Adige non avrà le stesse caratteristiche e le stesse tempistiche di un orto in Sicilia.

Se l’impianto avviene a fine estate, il periodo di raccolta è a novembre. Dopodiché si può procedere con le semine dei legumi (fave, piselli, ecc.) che si raccoglieranno in primavera.

La regola fondamentale per un orto autunnale è la protezione delle piantine dal freddo, soprattutto in caso di raccolta tardiva: le gelate di dicembre e gennaio sono letali per le piantine.

Bisogna prestare massima priorità alle foglie: i prodotti autunnali sono verdure da foglia o da fiore, quindi risulta palese quale sia la sezione della pianta da proteggere.

 

A tal fine, si può utilizzare un tessuto-non tessuto, che è traspirante e può essere steso direttamente sulle piantine; oppure si può utilizzare il film trasparente, da applicare a strutture o piccoli tunnel.

Queste attenzioni permettono di proteggere le piantine. Ovviamente, rispettare i tempi di semina è molto importante per evitare che le gelate rovinino il raccolto.

 

Anche la pacciamatura è vitale per la protezione delle radici e del suolo: per il benessere della pianta, la cura deve essere totale.

Active, che da anni si occupa di produrre macchine per l’agricoltura e per il giardinaggio Made in Italy, presta un’attenzione maniacale alla cura del terreno.

 

Per assicurare il riguardo al prodotto e alla pianta, le macchine di Active sono prestanti, studiate per supportare e implementare la produzione.

Potenza, affidabilità e precisione caratterizzano tutta la linea di prodotti per agevolare il tuo lavoro e garantire il miglior risultato. Con le tecnologie giuste la cura del verde diventa più:

 

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Per maggiori informazioni

Contattaci

 

  Andrea Tachinodirettore commerciale

 

 

 

 

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